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La Camera dei Deputati si attiva per la salvezza dell'Amazzonia
Presentata una mozione parlamentare per la difesa del Parco Nazionale dello Yasunì - 01/08/2007
Dopo poche settimane dal lancio della Campagna per la moratoria petrolifera proposta dall'Ecuador, qualcosa si muove anche in Italia

MOZIONE DEL 30 LUGLIO 2007

La Camera,

premesso che:

- le due principali cause del riscaldamento del pianeta sono l'utilizzo dei combustibili fossili e la deforestazione. Di fronte a tale problema, di proporzioni mondiali, esistono responsabilità collettive, ma differenziate;

- il petrolio ha costituito negli ultimi decenni l'asse fondamentale dell'economia ecuadoriana, e il suo ruolo nello sviluppo del Paese continua ad essere centrale. Tuttavia, il petrolio rappresenta parimenti l'ambito in cui si sono registrati i maggiori conflitti che l'Ecuador ha dovuto affrontare, a causa delle irregolarità e delle forme contrattuali pregiudiziali spesso utilizzate e per i gravi conflitti ambientali - susseguenti ai frequenti disastri ecologici - causati dalle attività estrattive;

- il sottosuolo del Parco ecuadoriano dello Yasunì è particolarmente ricco di petrolio, ma la riserva dello Yasunì è anche univocamente indicata dagli scienziati di tutto il mondo come la zona con il più alto grado di biodiversità del pianeta. In questa zona, dichiarata dall'UNESCO Riserva Mondiale della Biosfera, sono presenti in media 644 specie vegetali differenti in un solo ettaro di terra, ovvero lo stesso grado di diversità biologica dell'intera America del Nord;

- nel perimetro della Riserva della Biosfera, inoltre, si trova il territorio ancestrale dell'etnia indigena Huaorani. Si tratta delle ultime tribù originarie libere che si trovano in Ecuador, che vivono producendo solo ciò che è strettamente sufficiente per soddisfare le proprie necessità primarie. Il 10 maggio 2006, la Commissione Interamericana per i Diritti Umani ha stabilito misure cautelari a favore delle popolazioni Taromenani e Tagaeri, al fine di tutelarne i diritti e garantirne la sopravvivenza, come patrimonio culturale universale e lo stesso Presidente Rafael Correa ha poi annunciato, il 18 aprile scorso, l'adozione di una politica governativa per salvaguardare la vita di queste etnie, assumendosi la responsabilità di difenderne i diritti fondamentali e impegnandosi a studiare misure concrete che riducano i rischi per la sopravvivenza di tali comunità;

- gli impatti prevedibili che l'attività petrolifera avrebbe sul parco sono l'inquinamento, la deforestazione, la distruzione del tessuto sociale fino alla completa estinzione delle culture originarie sopravvissute. l'Italia, attraverso numerosi accordi e protocolli internazionali, si è impegnata a preservare il pianeta dalla minaccia dell'inquinamento, frenare il surriscaldamento globale, evitare l'estinzione di specie animali e vegetali;

- il Governo ecuadoriano di Rafael Correa ha da poco lanciato una coraggiosa e innovativa campagna per la difesa del parco dello Yasunì, proponendo di rinunciare all'estrazione petrolifera, lasciando il petrolio nel sottosuolo, e di mettere in vendita bond emessi dallo Stato ecuadoriano per il petrolio che non verrà estratto;

- l'obiettivo della proposta è quello di generare risorse economiche alternative, pari al 50 per cento di quello che si ricaverebbe dall'estrazione petrolifera, a titolo di co-partecipazione dei Paesi industrializzati e per rendere effettivi i declamati e condivisi principi della responsabilità ambientale;

- in prospettiva lo Stato ecuadoriano dovrebbe ricevere dall'accoglimento della proposta 350 milioni di dollari, distribuiti durante 10 anni, e dal 6o anno ci sarebbe una graduale e costante decrescita degli introiti. Tali introiti verrebbero completamente investiti nello studio e nell'applicazione di attività finalizzate a liberare il paese dai vincoli di dipendenza dalle importazioni e a consolidare la sua sovranità alimentare;

- l'accoglimento internazionale della proposta genererà un guadagno, per l'umanità intera, in termini di conservazione della biodiversità, di riduzione delle emissioni di C02 e di difesa dei popoli originari;

impegna il Governo:

- a farsi promotore a livello internazionale e in sede Onu di una moratoria internazionale sulle estrazioni petrolifere in aree di forte biodiversità e in cui vivono le popolazioni native;

- a sostenere la moratoria proposta dal governo ecuadoriano per la tutela del Parco dello Yasunì.


(1-00213) «Cacciari, Realacci, Francescato, Mariani, De Angelis, D'Ippolito Vitale, Rossi Gasparrini, Carta, Mellano, D'Antona, Bimbi, Barani, Bellillo, Acerbo, Bafile, Burgio, Cannavò, Cardano, Cassola, Dato, Deiana, Dioguardi, Duranti, Frias, Gentili, Giovanelli, Grassi, Iacomino, Lion, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Marantelli, Nicchi, Olivieri, Ferdinando Benito Pignataro, Mario Ricci, Ruggeri, Rampi, Smeriglio, Sanna, Siniscalchi, Zanella, Oliverio, Cancrini, Betta, Folena, Giulietti, Gianni Farina».


Version en Español

Mociòn del 30 JULIO del 2007

La Camara,

considera que,

- las dos principales causas del calentamiento global son el uso de combustibles fósiles y la deforestación. De frente a esta problemática, de proporciones mundiales, existen responsabilidades colectivas, pero diferenciadas;

- el petróleo ha constituído en los últimos decenios el eje fundamental de la economía ecuatoriana, y su rol en el desarrollo del país continua a ser central. Sin embargo, el petróleo representa asi mismo el ámbito en el que se registran los mayores conflictos que Ecuador ha tenido que afrontar, por causa de las irregularidades y las formas contractuales perjudiciales usadas a menudo, y los graves conflictos ambientales –consecuencia de los frecuntes desastres ecológicos- causados por las actividades extractivas;

- el subsuelo del Parque ecuatoriano del Yasuní es particularmente rico en petróleo, pero la reserva del Yasuní es unívocamente declarada por científicos de todo el mundo como la zona con el más alto grado de biodiversidad del planeta. En esta zona, declarada por la UNESCO como Reserva Mundial de la Biosfera, son presentes en media, 644 especies vegetales diferentes en una sola héctarea de tierra, lo que correspondería al mimo grado de diversidad biológica de toda América del Norte.

- en los alrededores de esta Reserva de la Biosfera, se encuentra el territorio ancestral de la etnia indígena Huaorani. Se trata de una de la últimas tribus originarias libres que se encuentran en Ecuador, que producen solo aquello suficiente para satisfacer sus necesidades primarias. El 10 de mayo de 2006, la Comisión Interamericana por los Derechos Humanos estableció medidas cautelares a favor de las poblaciones Taromenani y Tagaeri, con el fin de tutelar sus derechos y garantizarles la sobrevivencia, como patrimonio cultural universal y el mismo presidente Rafael Correa anunció, el pasado 18 abril, la adopción de una política gubernamental para proteger la vida de estas etnias, asumiendo la responsabilidad de defender sus derechos fundamentales y comprometiéndose a estudiar medidas concretas que reduzcan los riesgos para la sobrevivencia de tales comunidades;

-los impactos previsibles que la actividad petrolífera tendría sobre el parque son la contaminación, la deforestación, la destrucción del tejido social, hasta la completa extinción de las culturas orginarias sobrevivientes.

- Italia, a través de numerosos acuerdos y protocolos internacionales se ha comprometido a preservar el planeta de la amenza de la contaminación, a frenar el calentamiento global y a evitar la extinción de especies animales y vegetales;

- el gobierno ecuatoriano de Rafael Correa lanzó hace poco una valiente e innovativa campaña por la defensa del parque del Yasuní, proponiendo el hecho de renunciar a las extracciones petrolíferas, dejando el petróleo en el subsuelo, y vendiendo bonos emitidos por el estado ecuatoriano por el petróleo que no se extraerá;

- el objetivo es el de generar recursos económicos alternativos pares al 50% de lo que se produciría por la extracción petrolífera, a título de una co-participación de los países industralizados y para hacer efectivos los dichos y compartidos principios de responsabilidad ambiental;

- en perspectiva, el Estado ecuatoriano debería recibir por la acogida de la propuesta alrededor de 350 milliones de dólares a lo largo de diez años, presentándose desde el sexto año una gradual y constante disminución de los ingresos. Dichos ingresos serían investidos en su totalidad en el estudio y la aplicación de programas que servirían a liberar el país de los vínculos de dependencia de las importaciones y consolidaría su soberanía alimentaria.

- el respaldo internacional a la propuesra generará un beneficio para la humanidad entera en términos de conservación de la biodiversidad, la reducción de la emisiones de C02 y la defensa de los pueblos originarios;

se compromete el gobierno:

- A Volverse promotor a nivel internacional y en la ONU de una moratoria internacional sobre las extracciones petrolíferas en áreas de gran biodiversidad y en las que viven poblaciones nativas;

- A sostener la moratoria propuesta por el gobierno ecuatoriano para la defensa del Parque del Yasuní.

(1-00213) «Cacciari, Realacci, Francescato, Mariani, De Angelis, D'Ippolito Vitale, Rossi Gasparrini, Carta, Mellano, D'Antona, Bimbi, Barani, Bellillo, Acerbo, Bafile, Burgio, Cannavò, Cardano, Cassola, Dato, Deiana, Dioguardi, Duranti, Frias, Gentili, Giovanelli, Grassi, Iacomino, Lion, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Marantelli, Nicchi, Olivieri, Ferdinando Benito Pignataro, Mario Ricci, Ruggeri, Rampi, Smeriglio, Sanna, Siniscalchi, Zanella, Oliverio, Cancrini, Betta, Folena, Giulietti, Gianni Farina».

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