Si è concluso a Tarapoto la settimana scorsa il IV Vertice Amazzonico. Alleghiamo la dichiarazione finale, incentrata sulla repressione in Perù e sulle politiche anti democratiche imposte dai governi contro il volere dei popoli e delle comunità.- che il governo peruviano ha emesso i decreti legislativi 977 e 978 che eliminano l'esonero tributario delle comunità amazzoniche
- la volontà di coordinare con tutti i Fronti di Difesa del paese e tutte le centrali sindacali azioni e iniziative da intraprendere nell'immediato futuro
- l'inizio dello Sciopero Nazionale a Oltranza in Difesa della Patria e di tutte le sue ricchezze naturali
GIUDIZIO POLITICO E PENALE CONTRO ALAN GARCÌA
- denuncia immediata davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH)
- giudizio penale internazionale e formazione di tribunali nazionali e internazionali
- deroga immediata dei decreti legislativi che offendono i diritti dei popoli indigeni dell'Amazzonia: 994,1020, 1064, 1080, 1089, 1090 ecc. e eliminazione delle leggi per le privatizzazioni 29338
- approvazione della Legge di Sviluppo Sostenibile dell'Amazzonia
- sospensione immediata dello stato di emergenza e Bagua e in tutta l'Amazzonia
- assistenza sanitaria ai feriti e ai famigliari dei fratelli e delle sorelle indigeni assassinati durante gli scontri
- libertà per i nostri fratelli dell'AIDESEP ingiustamente detenuti e per il portavoce dell'organizzazione Alberto Pizango
- che cessi la criminalizzazione contro la protesta sociale e le lotte dei popoli amazzonici
Il massacro di Bagua ha come obbiettivo quello di indebolire le lotte dei popoli amazzonici, di dividere, isolare e frammentare le associazioni dei nostri fratelli e sorelle indigeni che stanno portando avanti questa battaglia in difesa delle risorse naturali e del loro diritto alla sopravvivenza e all'integrità dei loro territori. Questo atto suicida e criminale ha ottenuto come risultato solamente quello di rinsaldare l'alleanza fra i diversi attori coinvolti nelle lotte sociali e nella protesta.
Il genocida Alan Garcìa vuole vendere le nostre terre, l'acqua, i boschi, le foreste e gli idrocarburi, anche a costo di macchiare nuovamente le sue mani di sangue innocente: quello dei fratelli e sorelle indigeni, dei poliziotti, dei bambini rimasti uccisi negli scontri della scorsa settimana. Garcìa deve essere processato e incriminato per crimini contro l'umanità, davanti a tribunali nazionali e internazionali.
La lotta per la difesa della foresta amazzonica sarà costante, pacifica, unitaria e patriottica.
Adesso tutto concorre a unirci e non a dividerci. Per questo annunciamo una settimana di cordoglio per le vittime del massacro di Bagua e una mobilitazione nazionale a partire dall'11 giugno. Vogliamo la deroga immediata dei decreti legislativi anti-amazzonici e anti-nazionali.
Di conseguenza:
- chiediamo che Alan Garcìa venga giudicato davanti a tribunali nazionali e internazionali
- rifiutiamo la campagna mediatica ingannevole e falsa promossa da Yehude Simòn e gli apristi Aurelio Pastor, Mercedes Cabanillas, Javier Velásquez, Jorge del Castillo, che fanno pressione sul potere giudiziario per nascondere le responsabilità poltiche e penali del genocida Alan Garcìa e ottenere l'arresto del nostro fratello Alberto Pizango. Alan Garcìa e Yehude Simòn sono nemici dell'Amazzonia e dei popoli indigeni che la abitano.
- invitiamo all'unità tutte le organizzazioni e le comunità indigene, sia andine che amazzoniche, coinvolte nella lotta in difesa dei diritti dei popoli nativi e della terra, per una una soluzione giusta, pacifica e democratica dello sciopera a oltranza portato avanti dai fratelli e dalle sorelle dell'Amazzonia peruviana.
- NO all'utilizzo della polizia e dei corpi speciali per reprimere la protesta
MAI IN GINOCCHIO, SEMPRE IN PIEDI!
NON DIMENTICHEREMO IL SANGUE VERSATO!
Tarapoto - giugno 2009






