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IV Vertice amazzonico esprime solidarietà ai popoli del Perù

Si è concluso a Tarapoto la settimana scorsa il IV Vertice Amazzonico. Alleghiamo la dichiarazione finale, incentrata sulla repressione in Perù e sulle politiche anti democratiche imposte dai governi contro il volere dei popoli e delle comunità.
IV Vertice Amazzonico di Tarapoto
 
Dichiarazione Finale
 
CONSIDERANDO:
 
- che il governo peruviano ha arbitrariamente promulgato un pacchetto di decreti legislativi lesivi dei diritti delle comunità dell'Amazzonia, come i decreti legislativi 994, 1064, 1080, 1089, 1090, che calpestano il diritto alla consultazione previa dei popoli indigeni e viola palesemente la Convenzione 169 della OIL sottoscritta e ratificata dallo stato peruviano.

- che il governo peruviano ha emesso i decreti legislativi 977 e 978 che eliminano l'esonero tributario delle comunità amazzoniche
 
- che, di fronte a questi attacchi, i popoli amazzonici si sono sollevati in uno sciopero generale sotto forma di resistenza pacifica, brutalmente repressa dai corpi speciali del governo peruviano. Il risultato è stato un massacro, nel quale hanno perso la vita fratelli e sorelle indigene dell'Amazzonia, oltre a numerosi agenti di polizia. L'unico e solo responsabili di queste morti ingiustificate e ingiuste è il presidente Alan Garcìa Perez.

 
Per queste ragioni sopra elencate, il IV Vertice Amazzonico convocato a Tarapoto dichiara:
 
- lo sciopero generale a oltranza in tutta l'Amazzonia a partire da giovedì 11 giugno

- la volontà di coordinare con tutti i Fronti di Difesa del paese e tutte le centrali sindacali azioni e iniziative da intraprendere nell'immediato futuro
 
- l'inizio dello Sciopero Nazionale a Oltranza in Difesa della Patria e di tutte le sue ricchezze naturali

- la convocazione immediata di un'Assemblea Costituente, democratica e aperta a tutti, che permetta di strappare il nostro paese dai giochi di potere delle multinazionali e dagli interessi del capitale mondiale
 
 
 
PIATTAFORMA UNITARIA DELL'AMAZZONIA

GIUDIZIO POLITICO E PENALE CONTRO ALAN GARCÌA
 
- dimissioni immediate di Alan Garcìa per gravi violazioni costituzionali
- denuncia immediata davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH)
- giudizio penale internazionale e formazione di tribunali nazionali e internazionali
- deroga immediata dei decreti legislativi che offendono i diritti dei popoli indigeni dell'Amazzonia: 994,1020, 1064, 1080, 1089, 1090 ecc. e eliminazione delle leggi per le privatizzazioni 29338
- approvazione della Legge di Sviluppo Sostenibile dell'Amazzonia
- sospensione immediata dello stato di emergenza e Bagua e in tutta l'Amazzonia
- assistenza sanitaria ai feriti e ai famigliari dei fratelli e delle sorelle indigeni assassinati durante gli scontri
- libertà per i nostri fratelli dell'AIDESEP ingiustamente detenuti e per il portavoce dell'organizzazione Alberto Pizango
- che cessi la criminalizzazione contro la protesta sociale e le lotte dei popoli amazzonici
- unità delle diverse organizzazioni e associazioni coinvolte nelle lotte in difesa dei diritti dell'ambiente e dei popoli amazzonici

Il governo peruviano e i suoi alleati cogliono imporre la privatizzazione e la colonizzazione dell'Amazzonia (a qualunque prezzo), promuovendo un modello economico fallimentare e al servizio degli interessi delle multinazionali.

Il massacro di Bagua ha come obbiettivo quello di indebolire le lotte dei popoli amazzonici, di dividere, isolare e frammentare le associazioni dei nostri fratelli e sorelle indigeni che stanno portando avanti questa battaglia in difesa delle risorse naturali e del loro diritto alla sopravvivenza e all'integrità dei loro territori. Questo atto suicida e criminale ha ottenuto come risultato solamente quello di rinsaldare l'alleanza fra i diversi attori coinvolti nelle lotte sociali e nella protesta.

Il genocida Alan Garcìa vuole vendere le nostre terre, l'acqua, i boschi, le foreste e gli idrocarburi, anche a costo di macchiare nuovamente le sue mani di sangue innocente: quello dei fratelli e sorelle indigeni, dei poliziotti, dei bambini rimasti uccisi negli scontri della scorsa settimana. Garcìa deve essere processato e incriminato per crimini contro l'umanità, davanti a tribunali nazionali e internazionali.
La lotta per la difesa della foresta amazzonica sarà costante, pacifica, unitaria e patriottica.

Adesso tutto concorre a unirci e non a dividerci. Per questo annunciamo una settimana di cordoglio per le vittime del massacro di Bagua e una mobilitazione nazionale a partire dall'11 giugno. Vogliamo la deroga immediata dei decreti legislativi anti-amazzonici e anti-nazionali.


Di conseguenza:
 
- esprimiamo la nostra solidarietà attiva con i famigliari delle vittime e le comunità colpite dall'azione repressiva del governo
- chiediamo che Alan Garcìa venga giudicato davanti a tribunali nazionali e internazionali
- rifiutiamo la campagna mediatica ingannevole e falsa promossa da Yehude Simòn e gli apristi Aurelio Pastor, Mercedes Cabanillas, Javier Velásquez, Jorge del Castillo, che fanno pressione sul potere giudiziario per nascondere le responsabilità poltiche e penali del genocida Alan Garcìa e ottenere l'arresto del nostro fratello Alberto Pizango. Alan Garcìa e Yehude Simòn sono nemici dell'Amazzonia e dei popoli indigeni che la abitano.
- invitiamo all'unità tutte le organizzazioni e le comunità indigene, sia andine che amazzoniche, coinvolte nella lotta in difesa dei diritti dei popoli nativi e della terra, per una una soluzione giusta, pacifica e democratica dello sciopera a oltranza portato avanti dai fratelli e dalle sorelle dell'Amazzonia peruviana.
- NO all'utilizzo della polizia e dei corpi speciali per reprimere la protesta

MAI IN GINOCCHIO, SEMPRE IN PIEDI!
NON DIMENTICHEREMO IL SANGUE VERSATO!

Tarapoto - giugno 2009

 

 

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