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FSM 2009: Assemblea dei Movimenti e Panel su Stati plurinazionali

A Belem un'altra giornata di importanti discussioni per i movimenti e le organizzazioni della società civile presenti a questa nona edizione del Forum Sociale Mondiale. Oltre ad essere una delle giornate dedicate ai seminari auto organizzati,  si è tenuta oggi nell'accampamento dei Sem Terra l'Assemblea dei movimenti, luogo di confronto inaugurato durante la prima edizione del Forum a Porto Alegre con l'obiettivo di creare spazi di dialogo e convergenza tra movimenti, associazioni e istanze sociali giunte a Belem da tutto il mondo.


Il dibattito tra le realtà presenti ha avuto tra i suoi obiettivi quello di iniziare a lavorare collettivamente al documento finale, che rappresenterà la sintesi delle proposte e delle agende dei vari movimenti a livello mondiale.

Sono state individuate le date per le mobilitazioni del prossimo anno; tra esse il vicino appuntamento per il movimento contro la guerra, che dal 28 marzo al 4 aprile celebrerà vari giorni di manifestazioni in tutto il mondo per chiedere l'abolizione della Nato – di cui proprio il 4 aprile si celebrerà il 60° anniversario – e la fine della corsa agli armamenti.

Nel pomeriggio un importante panel su Crisi di Civilizzazione e Stato Plurinazionale si è invece svolto nel tendone dei popoli senza Stato. Centinaia di persone hanno partecipato alla conferenza organizzata dalla CAOI – Coordinamento Andino di Organizzazioni Indigene, assieme ai principali movimenti indigeni di tutto il mondo. Al tavolo rappresentanti di movimenti sociali di Europa e America Latina, leader indigeni ed intellettuali, tra cui Boaventura de Sousa Santos, Luis Evelis Andrade – presidente del Fondo Indigeno e per l'Italia Giuseppe De Marzo, dell'ass. A Sud, secondo cui “L'attuale crisi è soprattutto una crisi della democrazia. Ricostruire democrazia vuol dire ricostruire spazi pubblici, difendere i beni comuni e lavorare per articolare alleanze tra movimenti del nord e del sud del mondo, costruendo una agenda comune.”

“Oggi a Davos si discute delle cause della crisi partendo da una analisi delle cause vicina a quella fatta dai movimenti già molti anni fa. Il problema è che le soluzioni, la terapia per questo modello malato sono invece opposte. C'è bisogno di continuare a costruire e rafforzare reti di movimento, per fare quel passaggio di livello necessario che ci permetterà di vincere questa battaglia – ancora  lunga e difficile – contro il capitalismo” ha concluso Boaventura de Sousa.
 
Coordinamento Italiano FSM - nota stampa n°5

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