Ma quella appena conclusa è stata anche la giornata dei presidenti, venuti a rendere omaggio ai movimenti. Ieri 29 gennaio si è svolta a Belem la prima delle tre giornate dedicate alle attività autogestite proposte dalle organizzazioni sociali (movimenti, associazioni, sindacati, forze politiche).Centinaia di attività si sono svolte da mattina a sera nelle decine di aule e tendoni montati ad hoc nelle due università che ospitano la sei giorni di lavori del Forum.
Tra esse, oltre alle ricorrenti discussioni su crisi globale, emergenza ambientale, difesa dell'Amazzonia e diritto dei popoli all'autodeterminazione, anche alcuni importanti dibattiti su lavoro, debito, convergenze tra movimenti e contro guerra ed armamenti.
Il sindacato italiano operai metalmeccanici FIOM ha promosso – assieme alla rete Lavoro e Globalizzazione (nata durante il FSM di Nairobi, nel 2007) – un panel di discussione dal titolo “Nuove lotte e nuove alleanze”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di sindacati e movimenti sociali provenienti da Nepal, India, Colombia, Sudafrica. Nell'introdurre i lavori del panel, Alessandra Mecozzi – responsabile esteri Fiom – ha ribadito: "la situazione attuale, lo smantellamento dello stato di diritti, la crisi economica e la precarizzazione del lavoro sono fattori che richiedono la costruzione e il rafforzamento di alleanze tra organizzazioni della società civile e sindacati".
Sempre nel pomeriggio di ieri una altro panel di discussione, promosso dalla rete di movimenti contro guerra ed armamenti, cui appartiene il sindacato di base italiano Cobas, ha lanciato per il 4 aprile la proposta di una mobilitazione globale da svolgersi a Strasburgo in occasione delle celebrazioni dei 60 anni dalla firma del patto atlantico che istituì la Nato. Secondo Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas “nonostante non vi sia stato nel movimento una discussione sulla gerarchia tematica degli argomenti sul tavolo in questo forum – penso soprattutto alla crisi economica, ambientale, energetica e alimentare – sicuramente la questione della guerra occupa nella scala di priorità un gradino alto, in quanto rappresenta lo strumento prediletto di soluzione delle crisi, legittimando il ricorso alla forza e talvolta alla brutalità come metodo di risoluzione di ogni situazione non facilmente gestibile”. Si è parlato come era prevedibile anche di Palestina, con la proposta – che sarà riportata nell'assemblea tematica dedicata dell'ultimo giorno – di celebrare nei prossimi mesi una giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina.
Proprio alla Palestina è stata inoltre dedicata la prima connessione italiana con Belem Expanded: la dinamica inaugurata qui a Belem che permette di connettersi ai lavori del Forum attraverso internet, radio e tv per mettere in contatto e condividere iniziative, azioni e manifestazioni organizzate dai movimenti attorno al mondo. Alle 21 di ieri ora italiana il primo collegamento Belem-Roma ha riguardato il Concerto per Gaza, tenutosi all'Ambra Jovinelli e che ha visto la straordinaria partecipazione di centinaia di persone.
La giornata di ieri è stata anche contraddistinta dall'annunciato incontro con i presidenti latinoamericani che sono espressione diretta dei processi sociali in atto nel continente nell'ultimo decennio. Ad intervenire nei locali dell'accampamento dei Sem Terra i mandatari di Venezuela, Ecuador, Bolivia e Paraguay. Assente invece Lula, che ha preferito non partecipare all'incontro per evitare contestazioni da parte di diversi movimenti brasiliani in seguito alle misure promosse dal suo governo su agro combustibili, mega progetti infrastrutturali, riforma agraria e urbana.
Coordinamento Italiano FSM - nota stampa n°4
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