Il popolo boliviano, chiamato ieri alle urne per un referendum confermativo, ha detto “sì” alla nuova Costituzione voluta dal presidente Evo Morales. Secondo le ultime proiezioni infatti il “sì” avrebbe ottenuto circa il 60 per cento dei voti. Lo riferiscono le tv boliviane PAT, Unitel e Red Uno. Se l'exit poll sara' confermato Morales potra' correre per un nuovo mandato di cinque anni a dicembre di quest'anno. “Qui finiscono il passato coloniale e il neoliberismo” ha annunciato Morales, aggiungendo “oggi non c’è stato nessun pareggio ma un chiaro vincitore: la Costituzione”. Il capo di Stato ha segnalato la volontà di lavorare con tutte le parti politiche per affrontare la sfida rappresentata dall’applicazione del nuovo testo costituzionale, anticipando la volontà di creare un “Consiglio per le autonomie”. I risultati definitivi sono attesi non prima del 20 di febbraio, ma le prime certezze sono arrivate già nella notte.
Il nuovo testo costituzionale cambia volto all’impianto istituzionale del Paese: non solo viene riconosciuta l’autonomia dei popoli originari, ma vengono riconosciute varie forme di economia e organizzazione. Accanrto all'economia privata e privata riconosce l'economia comunitaria. Secondo la nuova Magna Carta del paese andino la Bolivia è uno stato unitario ma plurinazionale, che si fonda sul “pluralismo politico, economico, giuridico, culturale e linguistico”. Grande valore viene dato anche al riconoscimento del diritto fondamentale ai servizi primari - come il diritto all'accesso all'acqua - alla “laicità” dello Stato, che pur riconosce e rispetta la libertà religiosa, e all’elezione diretta dei componenti del potere giudiziario.
Nelle urne i boliviani hanno inoltre anche trovato un secondo quesito riguardante le dimensioni della proprietà terriera. Gli elettori chiamati ad esprimersi, in questo caso quasi quattro milioni hanno scelto con una larga maggioranza, circa il 70 per cento, la riduzione delle dimensioni massime di una proprietà terriera a cinquemila ettari. Di grande importanza inoltre l’introduzione della possibilità di una seconda rielezione per il capo di Stato. Il prossimo passo per Morales, secondo quanto sostenuto dal presidente negli ultimi mesi, sarà proprio il ritorno alle urne entro la fine dell’anno per nuove elezioni politiche basate sui principi contenuti nel testo costituzionale approvato ieri.






