
Si è conclusa il 25 novembre, in concomitanza con la giornata mondiale per l'eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne, la Carovana Wayùu per Woumainkat- La Nostra Terra.
DICHIARAZIONE PER WOUMAINKAT
La verità raccontata dalle voci delle protagoniste, apre la mente di coloro che ascoltano le storie, che solamente noi, le donne indigene, possiamo esprimere secondo la nostra opinione e dalla nostra lotta.
E' l'ora di dire la verità, parlare della riparazione, rivedere gli accordi precedenti affinché si tenga in conto il consenso del nostro Popolo.
E' l'ora che il colpevole chieda perdono, affinchè si garantisca la non ripetizione di tanta barbarie.
Oggi, vogliamo fare un omaggio a Woumainkat e procedere contro tutta la violenza contro la Nostra Terra.
Introduzione
Per iniziativa dell'Alleanza Sütsuin Jiyeyu Wayúu- Forza delle Donne Wayúu (SJM/FMW) si è celebrata tra il 20 e il 25 novembre 2008 la “Carovana per Woumainkat” che è terminata con un “Forum in omaggio a Woumainkat”. La Carovana, alla quale hanno partecipato quasi cento persone, ha visitato varie comunità e riserve Wayúu della Guajira, tra cui Barrancas, Dibulla, Riohacha, Uribia e Maicao, mentre il Forum, che ha riunito approssimativamente quattrocento persone, si è svolto nella sede della Casa delle Donne Wayúu situata a Cuatro Vías (Maicao).
Tenendo presente che il territorio Wayúu, cioè Woumainkat (Nostra Terra), è in sè un essere femminile e sacro, fecondato da Juyá (La Pioggia), ma che attualmente è colpito da militarizzazione, conflitto armato e megaprogetti, si è deciso che nell'ambito della “Giornata Internazionale per l'eliminazione di tutte le forme di violenza contro la donna” si dovrebbe assumere Woumainkat come una grande donna Wayúu per rendere così possibile una riflessione sulle molteplici violenze che subiscono sia le donne Wayúu che Woumainkat.
La Carovana e il Forum hanno permesso di comprendere meglio le strette relazioni, a doppio senso, che esistono tra le donne Wayúu e Woumainkat: qualsiasi azione che si faccia sulle donne Wayúu influisce infatti anche su Woumainkat e viceversa gli impatti contro Woumainkat ricadono specialmente sulle donne Wayúu. Le attività relazionate alla celebrazione della “Giornata internazionale contro tutte le forme di violenza contro la donna” sono da considerarsi parte delle mobilitazioni generate intorno alla "Minga di Resistenza Indigena e Sociale”, con l'accompagnamento delle donne del popolo Nasa che hanno condiviso con le donne Wayúu esperienze di lotta e resistenza.
La presente Dichiarazione per Woumainkat vuole raccogliere le principali iniziative e proposte trattate sia nella Carovana che nel Forum.
1.Sottoscrivere e fare nostre nella loro totalità tutte e ognuna delle richieste e rivendicazioni che le popolazioni indigene e altri settori sociali fanno nell'ambito di questo gesto eroico nel quale si è convertita la “Minga della Resistenza Indigena e Sociale”.
2. Dispiegare tutte le nostre capacità organizzative per cercare di articolare le nostre lotte e le resistenze nelle giornate di mobilitazione sociale promosse da altre popolazioni indigene e settori sociali in altri luoghi del paese e ,in questo contesto, favorire frequenti scambi con le popolazioni indigene del Cauca così che le loro autorità, dirigenti, leaders e membri della Guardia Indigena possano venire nel territorio del popolo Wayúu per condividere, in una specie di “Yanama del Pensiero” la traiettoria vitale delle loro esperienze d'organizzazione e mobilitazione.
3. Rivendichiamo il diritto inalienabile che abbiamo noi comunità del popolo Wayúu a dissentire apertamente sulla svendita del territorio della Guajira alle multinazionali, particolarmente El Cerrejón, sui pretesi benefici che la presenza dei megaprogetti nella regione porta al popolo Wayúu, così come sui supposti benefici delle rispettive politiche di responsabilità sociale per il nostro popolo.
In questo contesto manifestiamo il nostro dissenso contro El Cerrejón perché ogni volta che le organizzazioni del popolo Wayúu discutono sul modello di sviluppo inerente ai megaprogetti, si promuove una sofisticata strategia tesa a stigmatizzare, screditare, fare pressione e persino cooptare i leaders e le leaders Wayúu di queste organizzazioni.
4. In ragione del fatto che la legislazione che esiste attualmente - tra cui la Legge 975 del 25 luglio 2005 o “Legge di Giustizia e Pace”, il Decreto 1290 del 22 aprile 2008 o “Programma di Riparazione Individuale per Via Amministrativa” ed anche la Legge 387 del 18 luglio 1997 di “Attenzione alla popolazione sfollata”- ha dimostrato di essere insufficiente a garantire i diritti delle vittime alla verità, alla giustizia e alla riparazione come ha dimostrato di essere uno strumento inefficace contro l'impunità e poiché con i capi paramilitari delle “AUC” anche la verità è stata estradata verso gli USA, ci impegniamo a consolidare i vincoli con il Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato (MOVICE), nella prospettiva di costruire un ampio consenso che faccia sì che la Corte Penale Internazionale (CPI) abbia giurisdizione per giudicare i paramilitari coinvolti in crimini di guerra e delitti contro l'Umanità commessi contro le comunità del popolo Wayúu.
5. Facciamo un appello alla solidarietà alle differenti organizzazioni e gruppi di donne, allo stesso modo che alle organizzazioni per la promozione dei Diritti Umani e alle organizzazioni non governative che hanno nella loro agenda tematiche di Genere, affinché accompagnino l'iniziativa progettata dall'Alleanza Sütsuin Jiyeyu Wayúu- Forza delle donne Wayúu (SJW/FMW) per realizzare il prima possibile uno studio che permetta di determinare ed analizzare rigorosamente i diversi impatti che il conflitto armato provoca sulle donne del popolo Wayúu, in quanto le specificità della loro vittimizzazione, nonostante gli sforzi che sono stati fatti, non sono state sufficientemente conosciute e valorizzate.
6. Si richiede al Governo Nazionale che il prima possibile definisca un percorso e una pianificazione precisi che conducano alla dotazione di terre e alla riallocazione di quelle comunità del popolo Wayúu che hanno subito la tragedia del dislocamento forzato, in particolare si richiama l'attenzione sulla necessità di trovare una soluzione al problema della comunità Wayúu di Wapiapaa a Dibulla, sfollata tra anni or sono dall'Alto San Jorge alla Sierra Nevada di Santa Marta e ancora in attesa di vedersi assegnato un teritorio e che ha visto morire in questi anni molti dei suoi bambini e bambine a causa di malattie associate alla denutrizione.
7. Così come si propone da tre anni, si ribadisce la richiesta che è stata fatta già da tempo al Governo Nazionale e all'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) perché si conduca con la serietà che merita la realizzazione di uno studio sugli impatti dello sfollamento forzato delle comunità e delle famiglie del popolo Wayúu, chiediamo che si determini con precisione la loro ubicazione ed identità e si realizzi un'analisi sulla situazione attuale in cui si trovano.
8. Si sollecita la Procura Generale della Nazione di informare dettagliatamente ed opportunamente sullo stato attuale in cui si trovano le indagini iniziate sulle uccisioni e sulle scomparse forzate della gente Wayúu, principalmente di quelli che sono sono registrati in una lista dei centosettantacinque (175) casi che con il fine della visibilità sono stati pubblicati all'indirizzo: http://victimaswayuu.blogspot.com/.
9. Lanciamo un appello fraterno alle organizzazioni dei popoli Wayúu, Wiwa, Kággaba e Ika, alle organizzazioni delle comunità afrodiscendenti, ai sindacati delle industrie estrattive e dei docenti, alle organizzazioni delle popolazioni sfollate, alle organizzazioni delle vittime, alle giunte di azione comunale, alle organizzazioni contadine, agli studenti universitari, agli intellettuali progressisti, ai partiti politici alternativi, e infine, ai movimenti sociali e alle organizzazioni non governative della Guajira per formare una piattaforma sociale dalla quale si possano lanciare riflessioni e discussioni sul “modello di sviluppo” basato su megaprogetti che è stato imposto nella regione e valutare il ruolo delle multinazionali che operno sul territorio. In questo contesto si vuole aprire un ampio dibattito, tra l'altro, sui seguenti megaprogetti: El Cerrejón, Parco Eolico Jepirrachi, Diga El Cercado e Distretto di Irrigazione del Ranchería, Porto Multiproposito Brisa, S.A., Gasdotto Transcaribeño "Antonio Ricaurte" della Gas Asociación Guajira Área A, Blocchi di esplorazione di idrocarburi dell'Agencia Nacional de Hidrocarburos (ANH).
10. Si ribadisce la necessità di consolidare le alleanza strategiche che si sono costituite nel tempo con varie organizzazioni sociali e organizzazioni non governative, sia nazionali che internazionali, le quali, secondo diverse modalità e sempre in modo rispettoso e generoso, hanno accompagnato il lavoro organizzativo iniziato dall'Alleanza Sütsuin Jiyeyu Wayúu – Forza delle Donne Wayúu (SJW/FMW). In questo senso si fa una richiesta fraterna a queste organizzazioni per continuare a lavorare assieme come un grande Yanama interculturale.
11. Le comunità Wayúu in ricostruzione, fondamentalmente quelle localizzate a Maicao, e che sono impegnate a superare gli effetti perversi causati dal paramilitarismo e dalla violenza politica, esprimono la loro totale disposizione per affrontare la riflessione che gli permetta di elaborare proposte di riparazione collettiva ed integrale, che dovranno essere presentate al momento giusto al Governo Nazionale per essere incorporate adeguatamente in un eventuale Programma Nazionale di Riparazioni Collettive. In quest'ordine di idee, l'Alleanza Sütsuin Jiyeyu Wayúu- Forza delle Donne Wayúu (SJW/FMW) si impegna a coadiuvare lo sviluppo di queste iniziative.
12. Si devono esercitare pressioni su El Cerrejón così che inizi strutturalmente ed opportunamente l'attuazione delle azioni necessarie per dare soluzioni ai gravi problemi di contaminazione ambientale nella quale si trovano varie riserve indigene, comunità, ranch e insediamenti del popolo Wayúu, principalmente quelli che si trovano vicino al fronte di sfruttamento minerario, dato che si sono sviluppati problemi di salute soprattutto nella popolazione infantile. In ogni caso le comunità Wayúu colpite dalle operazioni di El Cerrejón devono essere adeguatamente risarcite e indennizzate. I Governi Nazionale e Dipartimentale non possono continuare a eludere la responsabilità che gli compete per garantire un ambiente sano per le comunità del popolo Wayúu che vivono nell'area di influenza della miniera, del porto e della ferrovia.
C'è da aggiungere che si indagherà e si faranno conoscere le circostanze nelle quali alcuni mesi fa due bambini Wayúu hanno perso la vita, sembra a causa di esplosioni generate dalle operazioni minerarie. Questi fatti non possono continuare ad essere trattati come una faccenda domestica dell'impresa mineraria e nel caso in cui si provassero le responsabilità delle imprese nel decesso dei due minori devono essere prese le misure legali richieste dal caso.
13. Lo Stato e il Governo nazionale, devono prendere provvedimenti di protezione e prevenzione, in conciliazione con le comunità, ranch, riserve e organizzazioni interessate, per prevenire le violazioni dei Diritti Umani e le infrazioni al Diritto Internazionale Umanitario contro i Wayúu.
14. Nell'ambito della Giornata Internazionale dell'Eliminazione di tutte le forme di Violenza contro la Donna lanciamo ufficialmente la Campagna per l'Eliminazione di tutte le Forme di Violenza contro Woumainkat, il cui obiettivo fondamentale è la realizzazione di attività di sensibilizzazione all'interno delle comunità del Popolo Wayúu.
nformiamo che la prossima Carovana di Sensibilizzazione per Woumainkat, si realizzerà nel Socuy, Comune di Páez, Estado Zulia, Venezuela.
Evelin Acosta Gutierrez – Wayuu del Clan Ipuana.
Cuatro Vías, Maikou
(Wajiira)
25 novembre 2008






