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Cochabamba, dalla “guerra dell'acqua” alla conferenza sulla Madre Terra

[di Marica Di Pierri - A Sud - da Cochabamba su Liberazione 20 Aprile 2010] L'iniziativa di Morales dopo il fallimento del vertice di Copenaghen

La prima conferenza mondiale dei popoli sul cambiamento climatico e i diritti della madre terra è iniziata ieri a Cochabamba, in Bolivia. I lavori chiuderanno il 22 aprile prossimo, alla presenza del Presidente Morales e dei mandatari di Venezuela, Ecuador e Paraguay.

All'iniziativa, decisa da Morales dopo il fallimento del vertice di Copenaghen  del dicembre scorso e aperta a tutti i governi, partecipano 15000 delegati arrivati da oltre 170 paesi.

L'obiettivo è arrivare al prossimo appuntamento globale sul clima, il Cop16 che si terrà a fine anno a Cancun, in Messico, con una posizione condivisa ed articolata in proposte concrete che rappresenti la visione dei popoli contro il cambiamento climatico.

Sono 90 fino ad ora le delegazioni governative presenti e diverse le personalità politiche che participano ai lavori del vertice, tra cui l'ecuadoriano Alberto Acosta, il vicepresidente e il cancelliere boliviani Alvaro Garcìa Linera e David Choquehuanca, il presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu Miguel D'Escoto, il francese José Bové.  Molti anche gli intellettuali presenti, dal Nobel Perez Esquivel a Frei Betto, da Vandana Shiva a Enrique Leff, da Francois Houtard a Ignacio Ramonet e Naomi Klein.

I movimenti sociali sembrano d'accordo su un punto: l'unico modo di salvare il pianeta è invertire il modello di sviluppo, verso forme di economia e sistemi di vita che uniscano sostenibilità sociale ed ambientale come il “Buen Vivir” (una idea di compatibilità possibile tra sviluppo e preservazione dell'ecosistema, che il governo Morales si è data come modello).

Molte sono le proposte sul tavolo. Uno dei punti centrali in discussione sarà la proposta di costruzione di un Tribunale internazionale per la Giustizia Climatica.  Esiste attualmente un Tribunale etico per la Giustizia Climatica, istituito da una rete internazionale composta da numerose organizzazioni sotto la spinta propulsiva della piattaforma boliviana per la giustizia climatica. La prima sessione del Tribunale si è svolta proprio a Cochabamba nell'ottobre 2009, accogliendo denunce delle organizzazioni sociali boliviane e di altri paesi. La proposta che sarà discussa durante la Conferenza riguarda la trasformazione del Tribunale da istanza etica a istituzione giuridica internazionale, nell'ambito delle Nazioni Unite.

Altre proposte che saranno discusse a Cochabamba riguardano l'approvazione di una Dichiarazione Universale sui Diritti della Madre Terra e la proposizione di un Referendum Mondiale dei popoli sul Cambiamento Climatico. Inoltre, il governo boliviano ha annunciato nei giorni scorsi che durante la Conferenza proporrà la creazione  di una Uno (Unità di Nazioni Originarie e Operaie del Mondo contro il Cambiamento Climatico) per ottenere maggiore incidenza delle proposte provenienti dai movimenti sociali in seno ad organismi internazionali come appunto le Nazioni Unite.

Attorno alla sede della Conferenza sono stati piantati, nelle scorse settimane, cinquemila alberi come atto simbolico e di buon auspicio per l'inizio dell'evento, che sarà ospitato dall'Università di Tiquipaya, un quartiere periferico ad ovest di Cochabamba.

Anche la scelta della città non è causale: dieci anni fa, nell'aprile del 2000, Cochabamba fu teatro della “Guerra dell'Acqua”, vittoriosa rivolta contro la privatizzazione delle risorse idriche.


Marica Di Pierri


Altri articoli sulla prima giornata della Conferenza di Cochabamba:


Carta: articolo di Marica Di Pierri 20 Aprile 2010 www.carta.org

Il Manifesto: articolo di Gianni Proiettis 20 Aprile 2010 www.ilmanifesto.it


 

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