Dopo la creazione del fondo, frutto di un accordo tra governo ecuadoriano e Nazioni Unite, per non estrarre petrolio dal sottosuolo nel Parco dello Yasunì, i diritti della natura e i popoli indigeni segnano un'altra vittoria.
In questo caso il ministero dell'Ambiente indiano ha impedito alla multinazionale Vedanta Resources di costruire una raffineria e una miniera di bauxite nello stato di Orissa. Il sito prescelto dall'azienda erano le colline Niyamgiri, considerate sacre dagli abitanti nativi e ricche dal punto di vista idrico e della biodiversità.
Forte era stata, pertanto, l'opposizione non soltanto della popolazione locale, ma anche delle associazioni ambientaliste e la posizione assunta dal governo indiano in loro favore potrebbe ora servire da precedente per impedire la costruzione di miniere in altre zone che sarebbero sottoposte ad analoghi rischi, come il distretto di Visakhapatnam nell'Andra Pradesh.
Il Ministero dell'Ambiente ha fatto presente, infatti, che le operazioni in quest'ultima zona non potranno incominciare finché non sarà valutato precisamente l'impatto della miniera sulla popolazione, la fauna e la flora locali.
Le associazioni che da anni lottavano per questo risultato si aspettano che questa presa di posizione da parte del governo obblighi le imprese minerarie ad operare in maniera più responsabile nei confronti dell'ambiente e delle popolazioni indigene.






