Nel gennaio 2008 A Sud ha organizzato una Carovana in Bolivia alla quale hanno preso parte amministratori, parlamentari, giornalisti ed artisti italiani. Una Carovana che, se da un lato ha messo in contatto rappresentanti del mondo politico, giornalistico e artistico italiano con la straordinaria esperienza di ricostruzione sociale che sta vivendo la Bolivia, dall'altro ha voluto ribadire l'appoggio dei movimenti sociali italiani al rivoluzionario processo di cambio portato avanti dal governo di Evo Morales. La Carovana ha visitato le comunità Aymara di Achacachi - dove A Sud lavora da tempo, l'Università indigena di El Alto - UPEA, le comunità quechua di Cochabamba - in occasione della conclusione del progetto di costruzione di una rete fognaria autogestita dalle comunità. La Carovana ha anche incontrato il governo boliviano a Palacio Quemado. Al Governo, e ai movimenti sociali che ha incontrato, A Sud ha portato una lettera di sostegno e solidarietà firmata dai principali movimenti, comunità in resistenza, sindacati e associazioni italiani.
Foto di: Marica Di Pierri/A Sud
da: La carovana dei movimenti italiani in appoggio a Evo
di Giuseppe De Marzo
[...]“Evo cumple, mi revolucion avanza”, è scritto su tutti i muri ed è il senso degli incontri che si susseguono in vari luoghi del paesi con i dirigenti della Fejuve, della COB, della COR, dei Comitati per l’acqua, delle organizzazioni contadine, che raccontano come adesso la destra, -insieme alle oligarchie locali sostenute dal governo statunitense e dalle multinazionali, che non hanno digerito la “nazionalizzazione” degli idrocarburi -, cerchino di destabilizzare il paese e di distruggere il cambiamento in corso. [...] Anche quando veniamo accolti dai Ponchos Rojos nella città di Achacachi, capitale della ribellione Aymara, nella provincia di Omasuyo, il sindaco Eugenio Rojas e migliaia di cittadini in assemblea permanente ci esprimono la loro decisione di avanzare sul terreno di cambiamento intrapreso dal nuovo governo. Una festa bellissima in cui si da inizio ad un progetto di cooperazione dal basso, sostenuto dal comune e dalla provincia di Roma, che rafforzerà la sovranità alimentare ed idrica di migliaia di famiglie.
E a Cochabamba, la città della guerra dell’acqua, nella comunità di Chilimarca, per la prima volta è stata realizzata una rete fognaria in totale autonomia di cui beneficeranno ottomila persone. Sono i “guerrieri dell’acqua” che nonostante anni di lotte non avevano mai avuto accesso ai servizi basici. Un progetto “alternativo” portato avanti da A Sud e sostenuto dalla provincia di Venezia con l’istituzione di una tassa di un centesimo a metro cubo d’acqua consumato, che dimostra come sia possibile immaginare una cooperazione diversa in cui sia la comunità a decidere, a gestire ed essere proprietaria delle strutture.
La Bolivia è un laboratorio su molti fronti, anche per ciò che riguarda la formazione universitaria, come ci spiega il rettore della UPEA, l’Università Autonoma de El Alto, nata proprio nel 2000. Qui si sperimentano forme di cogestione con gli studenti, si insegna anche “cosmogonia Aymara” e si partecipa alle lotte sociali, alle manifestazioni e ai processi di trasformazione del paese. Un’università unica al mondo, costruita e sostenuta dal basso. Ultima tappa per la nostra missione: il Palacio Quemado a Plaza Murillo. Siamo stati invitati dal presidente Evo Morales nel palazzo di governo. Un palazzo che forse nessuno avrebbe pensato potesse essere “abitato” da un indigeno, sindacalista e cocalero. Consegniamo a Sacha Llorenti, viceministro della presidenza per i rapporti con i movimenti sociali, la lettera di appoggio dei movimenti italiani. Qui in Bolivia il cielo è molto vicino alla terra, e pare davvero si possa immaginare quello che altrove sembra impossibile.
[uscito su Il Manifesto del 18 gennaio 2008]






