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La campagna

L'ENI's Watch è un osservatorio creato da numerose associazioni italiane tra cui A Sud, che vigila sulle politiche portate avanti - in Italia come negli oltre 70 paesi in cui lavora - dalla multinazionale del petrolio di casa nostra.

L'osservatorio svolge un lavoro di monitoraggio e denuncia sulle pratiche estrattive messe in atto dall'ENI in violazione dei diritti umani e delle normative ambientali, producendo documenti, articoli, petizioni, interrogazioni parlamentari, campagne di denuncia e di sensibilizzazione.

Eni è, ma non tutti lo sanno, la prima società italiana per capitalizzazione di borsa con un valore di 93.8 miliardi di Euro ed è, con la sua attività e il suo indotto, il primo contribuente italiano. É quotata in borsa a Milano ed a New York e impiega oltre 70.000 dipendenti. I settori di attività in cui lavora sono - oltre a estrazione e distribuzione di petrolio e gas naturale - generazione di energia elettrica, ingegneria e costruzioni, industria petrolchimica.

Nata nel 1926 come Agip e divenuta ENI nel 1953 sotto la guida di Enrico Mattei, l'Eni non ha resistito all'ondata di privatizzazioni degli anni 90, iniziando nel 1997 il processo di privatizzazione.

Già nel 1998 il 63% delle azioni erano state acquistate per un incasso di 21 miliardi di euro. Da allora lo Stato Italiano conserva una quota del capitale (circa il 30%) ed ha diritto, tramite il Ministero preposto, a nominare i componenti del C.d.A. indicando Presidente e Amministratore Delegato.

L’Eni è, o meglio potrebbe essere, una grande risorsa per il nostro paese. potrebbe implementare politiche energetiche alternative e sostenibili.

Finora, però, non si è affatto distinta dalle altre grandi compagnie petrolifere in quanto a politiche del lavoro, rispetto dell’ambiente e dei diritti umani.

Nonostante i profitti da record che si sono susseguiti negli ultimi 10 anni, l’azienda ha ridotto di oltre 35.000 unità il numero di dipendenti negli ultimi anni.

Nel marzo 2004, Eni è stata esclusa dagli indici per l’investimento socialmente responsabile FTSE4Good poiché non soddisfaceva i criteri di rispetto dei diritti umani previsti per le imprese operanti nel campo delle risorse naturali e attive nei paesi poveri o in via di sviluppo. E’ anzi stata chiamata a rispondere sull’utilizzo di servizi di sorveglianza armati per il controllo di impianti e infrastrutture e sul rispetto dei diritti delle popolazioni indigene nei paesi in cui è presente.
 
Cosa fa A Sud

Campagne di informazione e sensibilizzazione - A Sud si occupa di ENI da diversi anni e ha portato avanti una serie di campagne per denunciare le sue violazioni: la campagna contro l’OCP (Oleoducto de crudos pesado) in Ecuador, del cui consorzio fa parte l’ENI.

La campagna contro la costruzione dell’Oleodotto BTC (Baku-Tbilisi- Ceyan), l’oleodotto più lungo del mondo, 1770 Km di tubi per unire la capitale dell’Azerbaijan, Baku , sulla costa del Caspio a Ceyan sulla costa turca.

La campagna contro la politica dell’ENI in Nigeria, campagna nata del dicembre 2006 e tutt’ora in corso, che ha unito comitati, associazioni e sindacati di base per denunciare come l’Eni sia tra i principali responsabili della distruzione dell’ecosistema del Delta del Niger e delle violazioni dei diritti umani dei popoli che lo abitano.

Dell’Eni e delle sue violazioni ci stiamo occupando anche in Italia, in rete con i comitati contro i rigassificatori.

Sull'Eni e più in generale sul tema dello sfruttamento degli idrocarburi A Sud ha prodotto numerosi articoli e interviste, pubblicati o trasmessi da varie testate nazionali ed internazionali.

Sull'impatto delle estrazioni petrolifere nei paesi del Sud del mondo, A Sud ha svolto un lavoro di ricerca e documentazione di casi di conflitto ambientale nell'ambito delle attività di ricerca svolte dal CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, inaugurato dall'associazione nel 2007.

*Consulta le schede di conflitto connesse allo sfruttamento degli idrocarburi.

*Consulta le schede di conflitto in cui è coinvolta l'ENI.

Cooperazione: A Sud ha finanziato e collaborato alla realizzazione di uno studio dal titolo "Il sangue della terra". L’analisi, realizzata da Acción Ecologica, una delle più significative organizzazioni ecologiste latinoamericane, descrive e misura l’impatto sociale e ambientale prodotto dall’attività petrolifera e mineraria nelle comunità indigene e contadine dell’Amazzonia ecuadoriana, tra cui anche l'ENI. E’ la prima analisi realizzata in Italia sui disastri ambientali, le violazioni dei diritti umani e i crimini commessi su uno dei più importanti ecosistemi al mondo e sulle popolazioni indigene che lo abitano e lo proteggono.

Cosa puoi fare tu

Aderisci alla campagna! Informati! Partecipa alle iniziative ed alle assemblee, aiutaci negli stand informativi, dacci una mano a tradurre articoli e documenti.

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