Questo è il Governo delle bugie.
Sono grosse bugie che la questione aquilana sia stata affrontata; che tutto va bene; che chi si lamenta è soltanto un estremista che si contrappone al governo per motivi ideologici.
Ma queste bugie non sono passate. Perché a sbugiardare Berlusconi è scesa in piazza tutta l’Aquila.
Il 7 luglio scorso abbiamo visto la città. I sindaci, i lavoratori, i giovani, le donne. Persone che non hanno accettato di trasformare il dolore in rassegnazione, e che chiedono giustizia.
Immediatamente la questura e la destra hanno diramato il solito messaggio: i disordini sono stati provocati da alcuni giovani dei centri sociali. E adesso si sta costruendo un' indagine ad arte finalizzata a confermare questo teorema, denunciando il promotore della manifestazione e un militante della centro sociale la strada ( cs aderente ad action) e preparando altre ingiustificate incriminazioni.
Noi c'eravamo. Abbiamo aderito fin da subito alla chiamata che gli aquilani hanno fatto a tutte le realtà italiane. Siamo scesi in piazza perché il problema degli aquilani riguarda tutti e rimanda al deficit di democrazia dell'era Berlusconiana. Eravamo dalla parte degli Aquilani, associazioni, centri sociali, reti di solidarietà, attivandoci al loro fianco per esprimere con loro, il nostro sdegno. Il 7 mattina abbiamo assistito ad un bagno di Democrazia. E di questo il Governo ha avuto paura .
Davanti a un sondaggio, alle dichiarazioni di Bersani o a un corteo rituale, Berlusconi non si scompone.
Davanti alle persone arrabbiate, determinate e nel giusto, il governo è andato in tilt e ha mostrato il suo volto autoritario, giungendo ad avere un atteggiamento degno di una dittatura. Ha manganellato i cittadini e gli istituzionali aquilani che chiedevano di manifestare liberamente.
Denunciando le dichiarazioni della questura di roma, come bieco tentativo di distrarre l'opinione pubblica dalle vere responsabilità, diffidiamo la magistratura a non indagare altri che non siano berlusconi, bertolaso e i soliti speculatori.
Quello della manifestazione del 7 è un modello. Occorre invadere il centro di Roma, chiedere giustizia.
E chiunque, da ogni parte d'Italia intenda farlo per rivendicare diritti e dignità ci troverà al suo fianco.
Action- diritti in movimento, A Sud, La Strada, Corto Circuito, Spartaco, Sans Papiers, Spazio sociale 32 , Da Sud, Esc atelier autogestito, Loa Acrobax, Movimenti romani per il diritto all'abitare (Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Blocchi Precari Metropolitani)






