E' stata celebrata il 9 agosto scorso la 16° giornata internazionale dei popoli indigeni, indetta dalle Nazioni Unite nel 1994, per ricordare l’importanza delle culture originarie e la necessità di difenderle dalle continue violazioni subite e dall’incombente rischio di estinzione. Trecento milioni di persone che chiedono di veder riconosciuto e rispettato il proprio modo di vivere legato alla terra e alle tradizioni.
«I popoli indigeni sono uguali a tutti gli altri popoli». Questo è scritto nella premessa della Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni dell’Onu, approvata nel 2007 con 143 voti a favore, 11 astenuti e solo 4 contrari: Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti d’America. Nello stesso documento si sottolinea come le persone appartenenti a queste popolazioni abbiano sofferto di ingiustizie storiche, siano state espropriate delle loro terre e delle loro risorse, e che oggi debba essere loro riconosciuto il diritto a essere diversi e rispettati come tali, il diritto a vivere liberi da ogni tipo di discriminazione, il diritto a mantenere e rafforzare le loro specifiche istituzioni e il diritto alla propria autodeterminazione.
“Indigeno” può voler dire molte cose. Ovunque nel mondo vi sono gruppi umani che vivono legati al proprio territorio da un punto di vista culturale e storico. Ma solo coloro che si riconoscono in un forte senso di identità collettiva legato al vincolo atavico con la “Madre terra” fanno parte degli oltre 300 milioni di indigeni che popolano il pianeta: nazioni, tribù o comunità che vivono ancora in stretto contatto con la natura, sulle terre ancestrali dei propri antenati. Spesso le popolazioni origibnarie sono vittime di sfruttamento, repressione, discriminazione e rapina da parte dei governi che dovrebbero rappresentarli. La Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro è forse ancora oggi lo strumento più completo a tutela dei popoli indigeni. Essa riconosce loro il diritto di proprietà sui territori in cui vivono e stabilisce che essi debbano essere consultati ogni qualvolta vengono varate leggi o progetti di sviluppo che possano avere un impatto sulle loro vite e sulle loro risorse.
La Convenzione però è stata sottoscritta da soli 20 Paesi dei 173 membri dell’Ilo. Molte potenze occidentali, tra cui l’Italia, si sono limitate a dichiarare in proposito che la convenzione non li riguarda, visto che sul loro territorio non sono presenti popoli indigeni. Secondo l’Associazione per i popoli minacciati, però, attualmente il 75 per cento di tutte le materie prime non rinnovabili si trova proprio sulle terre che appartengono ai popoli nativi, argomento che non sembrano tenere in considerazione Stati dell’Occidente industrializzato quando prendono parte ai megaprogetti di sfruttamento di queste terre.
Il principio 22 della Carta dei principi di Rio, approvata dalla Conferenza delle Nazioni unite sull’ambiente e lo sviluppo (Unced) riunitasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992, afferma che: «I popoli indigeni hanno un ruolo vitale nella gestione dell’ambiente e dello sviluppo, per la loro conoscenza e le loro pratiche tradizionali. Gli Stati dovrebbero riconoscere e debitamente appoggiare la loro identità, cultura e interessi e rendere possibile la loro partecipazione effettiva al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile».
Come ricordto, nel 1994 il 9 agosto è stato dichiarato “Giornata internazionale dei popoli indigeni” dall’Assemblea generale dell’Onu. Una celebrazione che ha lo scopo di mobilitare le forze attive in settori quali cultura, educazione, sanità, ambiente, sviluppo e diritti umani per il miglioramento delle condizioni di vita di questi popoli. Ma anche per promuovere presso i governi il rispetto di culture tradizionali e modi di vivere ancestrali, attraverso la salvaguardia degli ecosistemi e la concessione di autonomie.
Dopo un primo “Decennio internazionale dei popoli indigeni”, tra il 1995-2004, una seconda decade è stata proclamato a fine 2004, ed è attualmente in corso. Il dibattito sui rapporti tra il mondo moderno e le culture tradizionali, però, sarà ancora lungo e controverso.
Fonti: ONU, Terra, APM
Convenzione n°169 dell' ILO (1989)
Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (2007)






