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Dalla redazione

Perù: sciopero della fame dei popoli indigeni contro il TLC con gli USA

Perù: i Popoli Indigeni andini e dell'Amazzonia annunciano al Congresso peruviano uno sciopero della fame. Chiedono l'approvazione da parte dell'Assemblea Plenaria della deroga ai decreti legislativi del TLC (Trattato di Libero Commercio) con gli Stati Uniti. Quarantadue dirigenti indigeni delle organizzazioni andine e amazzoniche si sono recati nella Sala Bolognesi del Congresso della Repubblica per annunciare che inizieranno immediatamente uno sciopero della fame se l'Assemblea non includerà nell'agenda delle discussioni la deroga ai decreti legislativi riguardanti il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti e che minacciano i diritti territoriali delle comunità indigene.

 

Circa cinquecento dirigenti indigeni di tutto il paese si trovano a Lima per partecipare all'Incontro Nazionale Andino – Amazzonico in previsione del IV Vertice Continentale dei Popoli e delle Nazioni Indigene di Abya Yala che si terrà a Puno dal 27 al 31 maggio. I dirigenti indigeni, che ieri a mezzogiorno hanno realizzato un sit in di protesta davanti alla sede del Congresso, chiedono anche la deroga della Legge sulle Risorse Idriche recentemente approvata, che apre la strada alla privatizzazione dell'acqua. Hanno inoltre dichiarato che non interromperanno la protesta fino a quando il Congresso non annuncerà la deroga di queste norme giudicate incostituzionali.

 

Miguel Palacin Quispe, Coordinatore Generale della CAOI, ha dichiarato che i dirigenti delle organizzazioni indigene andine e dell'Amazzonia chiedono che la Giunta dei Portavoce del Congresso inserisca oggi stesso la questione nell'agenda del dibattito parlamentare e che il progetto di deroga della legge non debba passare per il tramite delle commissioni parlamentari.  Palacin ha poi ricordato che la stessa Commissione Multipartitica che ha esaminato il pacchetto legislativo del TLC con gli Stati Uniti ha giudicato incostituzionali le norme in esso contenute.

 

Tuttavia, nonostante 29 giorni di mobilitazioni e proteste, il Congresso continua senza alcuna valida ragione ad allungare il dibattito parlamentare. Infine, il Coordinatore della CAOI ha criticato l'annuncio del Presidente del Consiglio dei Ministri Yehude Simon sullo stato di emergenza, che aprirebbe le porte alla repressione della mobilitazione indigena in difesa dei diritti riconosciuti nella Costituzione e nelle convenzioni di diritto internazionale come la Convenzione 169 dell'ILO e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni.  

 
I dirigenti indigeni che hanno annunciato lo sciopero della fame appartengono alle seguenti organizzazioni: Coordinamento Andino delle Organizzazioni Indigene (CAOI), Confederazione Nazionale delle Comunità del Perù danneggiate dalle miniere (CONACAMI), Associazione Interetnica di Sviluppo della Selva Peruviana (AIDESEP), Confederazione del Contadini Peruviani (CCP), Confederazione Nazionale Agraria (CNA), Associazione Nazionale dei Maestri Bilingue (ANAMEBI), Organizzazioni indigene, agrarie e dei lavoratori rurali della regione/Movimento Cumbre de Los Pueblos (MCP).

Lima, 07 maggio 2009

Coordinamento Generale CAOI

www.minkandina.org

 

Traduzione di Francesca Casafina

 

 

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