aboliamo il Ciadi
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La campagna Da anni è in corso una campagna internazionale attraverso la quale i movimenti e le organizzazioni sociali di tutto il mondo chiedono l'abolizione del CIADI, un organismo di arbitraggio della Banca Mondiale che serve nella pratica a tutelare i grandi investimenti privati, in particolare nei paesi del Sud. Cos’è il CIADI? Il Centro Internazionale di Risoluzione per le Dispute relative agli Investimenti (CIADI) è un’entità di arbitraggio internazionale creata nel 1965, con base a Washington D.C. É una delle cinque istituzioni che compongono il Gruppo “Banca Mondiale” ed è un meccanismo attraverso cui le imprese transnazionali possono agire per proteggere i propri investimenti contro Stati che adottano misure in contrasto con i propri interessi. Per capire come il CIADI assolve ad una funzione di garanzia per i grandi capitali e nel contempo costituisce una minaccia per la sovranità degli stati, soprattutto i più deboli, occorre partire da alcune considerazioni preliminari. Negli ultimi decenni il potere delle multinazionali è cresciuto in maniera esponenziale, soprattutto nei paesi dei sud del mondo. Tale potere crescente si basa su tre pilastri: i programmi di aggiustamento strutturale, gli accordi d’investimento e l’arbitraggio. • I programmi di aggiustamento strutturale imposti dalle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale, hanno forzato i governi a privatizzare le proprie industrie nazionali e a stabilire nuove regole del gioco rispetto all’ingresso di investimenti stranieri nelle economie nazionali. Ciò ha determinato una ondata di incorporazioni di industrie chiave da parte di transnazionali, iniziando con fusioni e consolidamenti e finendo in una perdita di capacitá regolativa nazionale. • Le regole per gli investimenti esteri e per le attivitá delle multinazionali sono codificate in accordi d’investimento come i Trattati Bilaterali d’Investimento (TBI) e Trattati di Libero Commercio (TLC). Questi accordi concedono agli investitori e alle aziende internazionali diritti maggiori che quelli concessi agli stessi cittadini e alle imprese nazionali, e, al tempo stesso, rafforzano queste imprese internazionali nel minacciare, contestare e ridefinire politiche pubbliche. • Infine, questo potere multinazionale è rafforzato dai tribunali di arbitraggio internazionale, come il CIADI. I tribunali funzionano come “corti giurisdizionali”, ove le imprese possono attivarsi contro gli stati nel caso in cui questi assumano misure che possano compromettere le imprese stesse. Quando un’impresa straniera avverte che i suoi investimenti possono essere oggetto di politiche o misure del governo, hanno la possibilità di intentare causa di fronte al CIADI. Il CIADI, essenzialmente, è un meccanismo usato dalle imprese trasnazionali per sottomettere gli stati. In questi casi, le imprese private usano il CIADI come un’arma contro quegli stati che cercano di difendere o di promuovere l’ interesse pubblico, come quando il governo del Guatemala provò a proteggere le terre indigene, o come nel caso della lotta boliviana contro la Bechtel per garantire il servizio idrico ai cittadini di Cochabamba. Il CIADI rappresenta anche uno strumento offensivo, usato dalle imprese per intimidire i governi, per fare in modo che non provino nemmeno a promuovere delle riforme che possano privilegiare gli interessi nazionali più di quelli di una impresa privata. Oggi con la crescita del potere multinazionale, oltre al moltiplicarsi dei Trattati di Investimento Bilaterale (di 385 multinazionali esistenti nel 1989, oggi ne esistono piu di 2.500), il CIADI è diventato lo scenario favorito dalle multinazionali per l’arbitraggio internazionale. Nell’ambito legale, economico e sociale, il CIADI non è sostenibile. Insieme ai piani di aggiustamento strutturale e agli accordi d’investimento, il CIADI minaccia la sovranità delle nazioni, in quanto permette alle imprese di avanzare azioni legali contro le politiche dello Stato, bloccando i suoi sforzi per costruire modelli economici più equi. Cosa fa A Sud Campagne di informazione e sensibilizzazione - A Sud fa parte del gruppo di associazioni che promuovono la campagna internazionale per l'abolizione del CIADI. In Italia, porta avanti un lavoro di informazione e sensibilizzazione attraverso l'organizzazione di incontri, convegni, l'elaborazione e diffusione di notizie, articoli, analisi e la traduzione e pubblicazione di testi. La campagna è stata lanciata nel 2005, dopo che – a causa dell’espulsione dalla Bolivia di Aguas del Tunari (cacciata a furor di popolo dalle mobilitazioni note come Guerra dell’Acqua) – le multinazionali Bechtel e Abengoa assieme all’italiana Edison, chiesero attraverso il CIADI un risarcimento per il mancato lucro di oltre 25 milioni di dollari al governo boliviano. In quell’occasione, A Sud e numerose altre associazioni italiane, spagnole e statunitensi (i tre paesi di provenienza delle tre imprese) diedero il via alla campagna internazionale per chiedere l’abolizione del CIADI, chiedendo in particolare il ritiro della richiesta contro la Bolivia ed ottenendo dopo pochi mesi – grazie ad una massiccia campagna di pressione – la disponibilità delle tre compagnie a ritirare la richiesta di risarcimento. Nel maggio 2008, nell'ambito del Vertice dei Popoli celebratosi a Lima contemporaneamente al Vertice ufficiale CAN-UE, A Sud ha organizzato - assieme a ODG (Osservatorio del Debito nella Globalizzazione), Transntional institute, CRBM, Jubileo Sur e molte altre associazione europee e latinoamericane, un seminario di informazione ed approfondimento sul CIADI, al quale sono intervenuti rappresentanti del overoecuadoriano e boliviano, ambedue in lotta contro le richieste di maxi risarcimento avanzate contro i due paesi presso l'organismo internazionale. A Sud sta lavorando alla traduzione, edizione e pubblicazione di un testo sul CIADI in collaborazione con la Fundacion Solon (Bolivia), che oltre a descrivere poteri ed attribuzioni del foro, raccoglie una ricca casistica processuale. L’uscita del libro è prevista per l’inizio del 2009. Nell’ambito delle attività di ricerca e documentazione del CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, inaugurato dall'associazione nel 2007, A Sud ha prodotto alcune mappatura di casi di conflitto ambientale in cui è coinvolto il CIADI . Consulta le schede di conflitto. Cosa puoi fare tu Aderisci alla campagna! Informati! Partecipa alle iniziative ed alle assemblee, aiutaci negli stand informativi, dacci una mano a tradurre articoli e documenti. Per adesioni e informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |
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