corte penale ambiente
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La Campagna Di fronte alle nuove sfide poste dalla globalizzazione economica, l'esigenza per la comunità internazionale di dotarsi di un sistema giuridico sovranazionale che giudichi e condanni i responsabili di crimini ecologici contro l'umanità, come quelli – rimasti sin ora impuniti – di Bhopal o Chernobyl, è sempre più urgente. I problemi ambientali che affronta il pianeta hanno una portata tale da rendere necessario affrontarli con un'ottica sovranazionale. Se è vero che il processo di globalizzazione ha causato una estenzione della sfera del diritto internazionale, che ha visto l'introduzione di nuove figure di reato come i crimini contro l'umanità, perchè non riconoscere anche i diritti ambientali come parte integrante dell'architettura giudiziaria mondiale? L'Accademia Internazionale di Scienze Ambientali di Venezia (IAES – International Academy of Environmental Sciences) assieme ai suoi presidenti Adolfo Perez Esquivel – premio Nobel per la Pace 1980 e Antonino Abrami, Giudice Ambientalista e Giuseppe Cartei, Medico Oncologo, ha lanciato nel 2006 la campagna mondiale per l'istituzione di una Corte Penale Internazionale ed Europea per i Crimini contro l'Ambiente. ![]() L'idea della Corte è stata lanciata per la prima volta in occasione della Conferenza Internazionale Salute, Ambiente e Giustizia tenutasi a Venezia nel novembre 2006, formalizzando la richiesta di istituzione della Corte nella cosiddetta Carta di Venezia 2006. La proposta è quella di ampliare le competenze della Corte Penale Internazionale dell'Aia prevedendo una nuova figura di reato: quella di disastro ambientale come crimine contro l'Umanità. Per introdurre la nuova fattispecie delittuosa occorre modificare lo statuto della Corte dell'Aia e la modifica deve essere approvata da almeno 2/3 dei paesi firmatari. Quale sede della futura Corte dell’Ambiente è già stata destinata dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari Villa Herion alla Giudecca, dove nell’ottobre 2009 si svolgerà un Summit mondiale di Capi di Stato e di Governo, Premi Nobel, scienziati e personalità internazionali favorevoli all’istituzione della Corte. Partendo dai principi di tutela elaborati dall'Unione Europea, lo strumento più efficace di tutela risulta essere a livello mondiale, quello della previsione di una Giurisdizione penale ambientale internazionale, che attraverso la previsione di una nuova figura di reato, il disastro ambientale intenzionale che come crimine contro l’Umanità, potrà rientrare nella competenza della attuale Corte Penale Internazionale che giudicherà quale Corte Penale Internazionale dell’Ambiente. La qualificazione del disastro ambientale intenzionale quale crimine contro l’Umanità potrà esser realizzata principalmente attraverso la procedura di revisione prevista dallo Statuto di Roma. “L’inquinamento dell’ambiente ed in particolare i numerosi disastri che hanno colpito il Pianeta non possono più configurarsi come episodi ristretti nell’ambito dei confini di una data Nazione, interessando spesso quell’evento diversi paesi, così come è accaduto per Chernobyl, Bophal o nei tanti, ripetuti, disastri marini causati dalle petroliere illegali” (Dalla Carta per l'Istituzione della Corte Penale Internazionale dell'Ambiente) Per sostenere la proposta è stata lanciata una campagna dal basso, per informare la società civile e raccogliere firme a sostegno del progetto. Oltre ai due promotori, il nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel e il Dalai Lama Tenzin Gyatso, hanno aderito al progetto di istituzione della Corte Abdoulaye Wade, Presidente del Senegal, i premi Nobel per la Pace Betty Williams, Mairead Corrigan Magiure, Shirin Ebadi, Riboberta Menchù Tum, il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo e lo scrittore cileno Luis Sepulveda. Cosa fa A Sud Nel 2009, la Campagna per l'Istituzione di una Corte Penale Internazionale per i Crimini contro l'Ambiente diventa una campagna dal basso per raccogliere in tutto il mondo firme a sostegno della proposta. La campagna si chiama Justice for Planet Earth, e mira a raccogliere in tutto il mondo adesioni dal basso a sostegno dell’istituzione della Corte Penale Europea dell’Ambiente (nuova Istituzione europea) e della Corte Penale Internazionale dell’Ambiente (attuale Corte dell’Aja, di cui si intendono appunto estendere le competenze al giudizio dei disastri ambientali volontari, previamente qualificati “crimini contro l’Umanità”). A Sud promuove in Italia e in America Latina la campagna di raccolte firme dal basso, lavorando per informare e sensibilizzare la società civile sulla proposta e per coinvolgere organizzazioni sociali, movimenti, associazioni. Per il successo della campagna, e per indurre i governi a firmare la proposta, primi tra tutti i paesi europei, crediamo sia necessario coinvolgere la società civile, le associazione impegnate in difesa dei diritti umani, dell'ambiente e della biodiversità, i movimenti sociali e i singoli cittadini affinchè sostengano la Campagna dal basso per l'Istituzione di una Corte Penale Internazionale per i Crimini contro l'Ambiente. La tua firma può fare molto! Cosa puoi fare tu Aderisci alla campagna! Manda la tua adesione personale (contenente nome e cognome, numero e tipo di documento , città di residenza e paese di cittadinanza) all'indirizzo
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Coinvolgi i tuoi amici, la tua associazione, aiutaci ad organizzare eventi, dibattiti, concerti per pubblicizzare la proposta e raccogliere firme. Info e Contatti Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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